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La parola “Scherma” è usata
per descrivere “l’arte di toccare senza essere
toccati”: l’uomo infatti,
sino dalla sua origine, ha cercato di compensare
la propria debolezza fisica inventando armi o per
difendersi dagli animali o dagli altri esseri
umani, o per conquistarli: gli uni come preda,gli
altri come schiavi.
Quelle prime armi, fatte di
legno o di pietra e
successivamente di metallo, si erano
sviluppate e si erano evolute per adattarsi a
schemi che rispecchiassero il loro valore entro
gli aspetti sociali, artistici e tecnologici delle
varie culture cui appartenevano e furono usate per
comporre dispute interpersonali o battaglie tra
piccole tribù e nazioni.
Infine l’uso delle armi portò
l’uomo a cercare di sviluppare metodi perfetti per
combattere: lo scopo era quello di diventare
capaci di far sviluppare alle armi stesse tutte le
potenzialità sia di forza che
di abilità che in esse erano intrinseche:
imparare come maneggiare e controllare un’arma
ebbe come risultato la “nascita” di quella che
oggi possiamo ancora chiamare l’ “Arte della
Scherma”.
La più antica testimonianza
della Scherma come di uno sport si trova in
un incisione scoperta
nel tempio Medinet
Habou vicino a Luxor,
in Egitto e datata circa al 1190
a.C.: essa mostra un
combattimento tra due contendenti con spade
smussate, maschere, mezzi di difesa, con un altro
personaggio che sembra un giudice dell’incontro,
che era stato organizzato dal faraone
Ramsete III
nell’ambito delle celebrazioni della sua vittoria
sui Libici.
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